“TRASH”
cose in scena
testo e regia Francesca Angeli
elettronica e suoni Mauro Cardi - Roberta Vacca
costumi e scene Paola Campanini
personaggi e interpreti
Garcia Bruno Zeni
Marica Elisa Santarossa
Spazzini Paola Campanini
Stefano Moretti
Roberta Vacca
Regia del suono Mauro Cardi
Collaboratore MIDI Andrea Biagioli
Voce della Terra Helene Franck
Il lavoro è dedicato a Bruno Munari
2004 "Santa Cecilia per i Bambini", Auditorium Parco della Musica, Roma
2005 Teatro Piccolo Regio di Torino, Stagione Ragazzi
2006 Teatro Carlo Felice di Genova, Sala Montale, Stagione Ragazzi
2008 Teatro Carlo Felice di Genova, Sala Montale, Stagione Ragazzi
2008 Ridotto del Comunale di Firenze, Stagione Scuole
ed. RAI Trade
E’ giunta l’ora di porre rimedio alla situazione, perché Lei (la Terra!) è veramente triste e stanca: lo spreco d’acqua, il grande numero di automobili in circolazione e la crescita a dismisura della spazzatura l’hanno assetata, costipata e sporcata. E’ così, che un giorno all’improvviso, la Terra in persona , che emozione!, parla ai tre spazzini-canterini, chiedendo di essere salvata. “E come?”, le chiedono i tre, la Terra non lo sa precisamente, sa solo che si tratta di usare suoni e cose, e di cercare due strani individui…
…ma non può dire di più! E così dicendo, scompare.
Nel frattempo, in una delle tante “celle del benessere” di cui la Terra è cosparsa, Marica e Garcia, “consumano” il loro gioco quotidiano: guardare la TV, sintonizzata esclusivamente su “Spendi e spandi – il canale della pubblicità, quel che compri ti dà!”, il canale preferito dalla maggior parte degli inquilini delle “celle”, ma ecco che il Grande Black Out porta i tre spazzini canterini proprio dai due consumatori, che svelando di essere una cantante mancata e un ingegnere fuori servizio, partiranno con i tre spazzini in cerca della soluzione.
I nostri eroi, dopo qualche tentativo, metteranno a punto “la macchina delle macchine”, la fantastica Macchina Unica Arrangia Idee, e cioè la M.UN.AR.I. il cui motore è alimentato da fantasia “sonora” e oggetti ormai buttati: bottiglie plasticose, scatole cartonose e buste rumorose che tutti sono invitati a portare da casa per compiere l’ardua missione di salvare la Terra.
Centro Teatrale MaMiMò presenta
APERITIVO CON DELITTO
Officina delle Arti_Via Brigata Reggio 29 Reggio Emilia
Regia Marco Maccieri
Scene Simone Ferrarini e Sunghe Oh.
Con Marco Maccieri, Sara Fenoglio, Angela Ruozzi, Tommaso Ronda,
Alessandro Vezzani, Marco Merzi, Giovanni Rossi e gli aperitivi dell’Officina Gastronomica.
Per un weekend l’Officina delle Arti si trasformerà in “scena del delitto”, dove un misterioso crittogramma sarà la chiave per svelare un mistero, il mistero del tesoro Thomas J. Beale, trascinando il pubblico al centro di misteriosi indizi, aperitivi sospetti e inquietanti delitti. Dice Francesca Angeli, dramaturg del Centro: “Mi era stato chiesto di produrre un testo caratterizzato da una forte matrice da libro giallo, ma che al tempo stesso fosse moderno, anzi Contemporaneo, e che fosse in qualche modo cucito addosso all’ambiente dell’Officina. In Aperitivo con delitto credo di aver trovato una buona miscela di tutti questi ingredienti”.
C'era una volta, ma c'era davvero, un cercatore d'oro che sotterrò un tesoro da 20 milioni di dollari. Nel 1825 Thomas J. Beale, questo è il suo nome, affidò ad un amico i tre crittogrammi che custodivano il suo segreto, e poi partì per non tornare mai più. Sessant’anni dopo i tre crittogrammi misteriosi furono pubblicati e la storia di Beale resa nota. Per oltre un secolo i cacciatori di tesori e i crittanalisti hanno fatto innumerevoli tentativi di svelare questo mistero, risolvere il primo crittogramma di Beale ed entrare in possesso dell’oro. Finora senza alcun successo…
http://www.ctmteatro.it/bacheca.html#Aperitivo
Prod. Teatro Coccia _ Tournée 2005 - 2006
quel solito sabato
Regia Massimo Navone
Una deliziosa commedia brillante che vede, in un susseguirsi serrato di travestimenti e incontri, tre coppie di amici alla stessa cena dove si intrecciano crisi esistenziali, equivoci e tradimenti che porteranno al limite della rottura quel bel matrimonio di comodi in cui tutti si erano rifugiati. Il colpo di scena è un gioco di virtuosismo teatrale difficile ma anche originale, fonte di comicità assoluta: due soli attori che fanno tutte le parti.
E’ sabato sera, e tre coppie di amici si stanno preparando per andare a una festicciola a casa di Dori e Marcello. Le tre coppie sono in realtà tre fasi diverse di matrimoni simpaticamente in rovina. Ernesto ed Eloisa, colti, tutt’ora con una forte intesa intellettuale, non fanno più sesso da tempo: lui giornalista schifato da tutte le forme di arte che vedono la luce al giorno d’oggi, ma incapace di creare qualcosa di grande; lei bella, con la preoccupazione di tutte le donne: invecchiare.
Marianna e Carlo Alberto sono nobili, un po’ depauperati delle loro virtù aristocratiche, nell’era della ricchezza globalizzata. Lui vive alle dipendenze della moglie che lo mantiene; lei, eterna bambina un po’ in soprappeso, vive alle dipendenze del dottor Koma, psichiatra di grido che la guida passo passo nel suo rapportarsi agli altri.
Infine, i padroni di casa: Dori e Marcello. Cafoni arricchiti, hanno dedicato la loro vita all’accumulo del danaro, ma questa tranquillizzante certezza alla lunga ha lasciato vuoti incolmabili.
Con questi presupposti, “quel solito sabato” si trasforma in un esilarante precipitare degli eventi, dove crisi esistenziali, equivoci e tradimenti portano al limite della rottura quel bel matrimonio di comodo in cui tutti si erano rifugiati.
Questo nutrito intreccio si dipana però grazie ad un ulteriore gioco di virtuosismo teatrale: due soli attori che fanno tutte le parti. Lo fanno per necessità, non per scelta come spiegano nel breve prologo che introduce la commedia. Ed è questa la vera sfida della serata: riuscire in ogni modo ad arrivare in fondo allo spettacolo senza far rimpiangere agli spettatori la mancanza degli altri attori.
Così i due temerari si lanciano nell’azione che li travolge in un susseguirsi rocambolesco di travestimenti, di spogliarelli fuori e dentro le quinte.
Insomma una macchina comica che, citando Pirandello e Woody Allen, porta al parossismo certe dinamiche di coppia e la loro esilarante assurdità.
